“Il potere evocativo dell’opera finale è innescato dai colori e dai dinamismi in essa contenuti, che rivelano l’Albero come il frutto di un equilibrio dinamico fra energie del cosmo che fluiscono in armonia fra loro. Il fusto centrale dalla forma sinuosa sembra attrarre a sé, in più battiti d’ali, le macchie di colore che costellano lo spazio, evocando nelle sembianze talvolta volatili, talvolta farfalle. L’estetica digitale della pianta lascia intuire una tessitura reticolare che rimanda al concetto di Wood Wide Web, cioè alla rete tramite cui gli alberi comunicano e si relazionano fra loro, grazie ai funghi che crescono dentro e intorno alle radici.”
Paolo Treni applies Jacques Lecoq’s analysis of movement to scenography and, through drawing, channels the gaze of the body into the gesture of the mark while reinterpreting the art of Suminagashi. Combining technology and craftsmanship, he translates his dreamlike world into plexiglass. In 2017, he received the Premio Montal/Arte for his ability to unite aesthetic research, art, and poetry. In 2018, he presented his first public exhibition, Simulacra, curated by Ivan Quaroni at Fortezza Firmafede in Sarzana. In 2019, he presented the two-person exhibition Another Multiverse with photographer Boris Eldagsen at Luisa Catucci Gallery in Berlin. He lives and works between Brescia and Milan.